martedì 10 agosto 2010

Per quelli che ci hanno creduto: Influenza H1N1, picco terminato

ROMA, 10 AGO - La fase più acuta della pandemia di influenza H1N1 è finita, e l'allerta passa dal livello 6, il più alto, a 'post pandemic'. Lo ha annunciato il direttore generale Margaret Chan dopo una riunione in cui sono stati esaminati gli ultimi dati sulla diffusione del virus.
"Il virus non è sparito - ha affermato direttore generale Margaret Chan, che ha accolto le indicazioni di un panel di esperti dell'Oms - ma si sta comportando come un nomale virus stagionale". Durante la conferenza stampa sull'influenza Chan ha spiegato che nei paesi dove è rimasto il virus questo non ha sostituito quello stagionale, "ma ha dato vita a un 'mix virale', un comportamento tipico dei normali virus influenzali". "Il comportamento dei virus è imprevedibile - ha aggiunto - in questo caso sembra essere stata una pandemia 'fortunata'".
Fonte: Ansa.it

giovedì 18 marzo 2010

La Polonia rifiuta vaccini H1N1 perchè sono una truffa

La vergogna dovrebbe coprire tutti i paese europei quando il Ministro della Sanità della Polonia Ewa Kopacz accusa: "Siamo in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa" e ancora chiede: "concludere accordi che facciano l'interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l'interesse delle case farmaceutiche?".

La Polonia dice 'no': il governo non ha acquistato il vaccino antipandemico perché questo nasconde un 'rischio-truffa'. "So che ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi. Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E' possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l'influenza?".

"Ci sono siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il primo di ottobre 2009. Vi invito a visitare uno qualsiasi di questi siti web" prosegue, "non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto. E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità?". Dubbi fondati, dopo il vaccino qualcuno muore.

Complimenti Eccellente Ministro Ewa Kopacz!

Purtroppo è da attendersi che adesso molti media riporteranno dichiarazioni contro il Ministro polacco, ma alla fine il coraggio ripagherà l'eccellente ed onesto Ministro Kopacz.

Infatti arrivano: la decisione di Varsavia rappresenta ''più una posizione politica che una valutazione basata su argomentazioni tecnico-scientifiche'', ha commentato il direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanita' (Iss), Giovanni Rezza, che finisce "è solo una manifestazione di ignoranza".

Eppure la decisione del Ministro Polacco è stata ben argomentata... e molti nel web la condividono.

Il vaccino antipandemico, ha ribadito Fazio intervenendo alla trasmissione Medicina 33 su Rai Due, "è efficace e non è rischioso, è testato e da garanzie, dal momento che lo stanno distribuendo tutti gli Stati del mondo". E basterebbe la distribuzione in tutto il mondo per regalare una patente di affidabilità? E' questa l'evidenza e la dimostrazione della moderna medicina (EBM)?

Non so se è ignoranza o presunzione, ma vorrei fare notare come anche il Talidomide fu distribuita in tutto il mondo, per molti anni e tutti (escluso qualcuno) assicuravano la sua assoluta innocuità, per poi scoprire i terribili effetti. Loro hanno dimenticato il crimine commesso, noi lo ricorderemo, per sempre.
Fonte: Repubblica.it

Vaccino per la suina, Novartis minaccia la Francia

Alla casa farmaceutica svizzera Novartis non è andata proprio giù la decisione del governo francese di disdire 7 milioni di dosi di vaccino che aveva ordinato contro l’influenza A (H1N1) e di cui una parte era già stata prodotta. “Il governo francese non ha rispettato i propri impegni”, ha detto al quotidiano Le Monde, Daniel Vasella, l’amministratore delegato di Novartis. E ha aggiunto: “Alla prossima pandemia – perché ci sarà una nuova pandemia – serviremo prioritariamente gli Stati ‘affidabili’“. L’eurodeputata verde di Europe Ecologie, Michele Rivasi, ha chiesto che venga istituita una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione da parte dell’Unione europea della pandemia dell’influenza A.


Un’inchiesta del quotidiano francese Le Parisien, giorni fa ha parlato di “relazioni di interesse tra sei esperti dell’Oms e alcune case farmaceutiche“. Nei giorni scorsi, anche la stessa Oms ha ammesso davanti all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), l’organismo di 47 Stati membri con sede a Strasburgo, di essere stata influenzata dai laboratori farmaceutici quando ha dichiarato lo stato di pandemia per il virus dell’H1N1.




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L’influenza A, le cui conseguenze per settimane hanno tenuto in allarme milioni di persone, in realtà era una “falsa pandemia” orchestrata dalle case farmaceutiche pronte a fare miliardi di euro con la vendita del vaccino: l’accusa tardiva arriva da Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d’Europa.

Wodarg ha anche accusato esplicitamente le industrie farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia.

Secondo Wodarg, il caso dell’influenza suina è stato “uno dei più grandi scandali sanitari” del secolo. Le maggiori aziende farmaceutiche, secondo Wodarg, sono riuscite a piazzare “i propri uomini” negli “ingranaggi” dell’Oms e di altre influenti organizzazioni; e in tal modo potrebbero aver persino convinto l’organizzazione Onu ad ammorbidire la definizione di pandemia, il che poi portò, nel giugno scorso, alla dichiarazione di pandemia in tutto il mondo.

“Per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l’influenza, le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali, competenti in materia sanitaria, e così allarmato i governi di tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziari per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati”.

E’ tutto il sistema che è marcio, tutto deve essere rivisto, Big Pharma controlla tutti, dalle riviste scientifiche, ai finanziamenti alle ricerche, ha rapporti con gran parte di chi ricopre funzioni di controllo ed indirizzo, le stessa sperimentazioni dei farmaci è alquanto preoccupante, sono svolte dalle stesse case farmaceutiche e l’efficacia non può essere mai certa. In Italia, ovviamente, non c’è alcuna polemica… E come dimenticare quando si insinuava che il Ministro Ewa Kopacz dicesse stupidaggini?
Articolo tratto dall’ottimo sito http://www.saluteme.it/ ove è stato pubblicato il 12/10/2009 (qui il link originale).

domenica 21 febbraio 2010

Donna paralizzata dopo vaccino a Como

E' stato presentato un esposto presso la Procura di Como per fare chiarezza sulla vicenda di una donna di 46 anni rimasta semi-paralizzata, nell'ottobre scorso, dopo una vaccinazione antinfluenzale. La paziente, cassiera in un supermercato, risulta ora affetta dalla sindrome Barré che - secondo l'esposto presentato dal suo legale - sarebbe direttamente collegata alla somministrazione del vaccino effettuata tramite l'azienda per cui lavora.

La donna ha piedi e gambe semiparalizzati, è costretta usare le stampelle, fatica a muovere le mani e soffre di una paralisi parziale anche al volto che l'ha privata del senso del gusto.

Secondo il legale, il cosiddetto consenso informato alla vaccinazione firmato sul luogo di lavoro non prevedeva l'eventualità di contrarre la sindrome di Barré. Alcuni giorni dopo la vaccinazione, la donna accusò i primi sintomi, degenerati nell'arco di poche settimane. L'esposto chiede alla Procura di indagare per lesioni colpose e di verificare le responsabilità dell'accaduto.
Fonte: TGcom

lunedì 15 febbraio 2010

Ecco a chi regaleranno i vaccini

C'è anche il virus H1N1 a mettere paura agli organizzatori del Mondiale in Sudafrica. Non bastassero già i problemi legati alla malavita e all'Aids, c'è anche il rischio di una epidemia di nuova influenza proprio durante la competizione iridata. Lo ha detto il Ministro della Salute sudafricana Aaron Motsoaledi durante un'audizione in Parlamento. "Uno dei nostri maggiori incubi è il fatto che il Mondiale si terrà a giugno, proprio quando c'è la possibilità di una nuova ondata di H1N1. Abbiamo ricevuto una lettera dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità - ha spiegato Moltsoaledi - con cui ci hanno fatto sapere che sono pronti a donarci tre milioni e mezzo di vaccini, che arriveranno qui in Sudafrica entro marzo".

sabato 16 gennaio 2010

Ecco quanto ci è costato il flop del vaccino

La pandemia fugge. I costi dei vaccini restano. Ventiquattro milioni di dosi acquistate dall'Italia contro il virus H1N1 al prezzo di 184 milioni di euro, 10 milioni di dosi ritirate dalle fabbriche e distribuite alle Asl, 865mila effettivamente inoculate. La stragrande maggioranza delle confezioni resta stoccata nelle farmacie delle Asl, nei centri vaccinali dei distretti o negli studi dei medici di famiglia. Un viaggio tra le aziende sanitarie italiane parla di frigoriferi pieni (i vaccini vanno conservati a 4 gradi pena la loro degradazione) e di scetticismo fra i cittadini al centro della campagna di immunizzazione. Oltre 20milioni di persone rientrano tra la "popolazione eleggibile" da vaccinare secondo il ministero, ma solo 827mila hanno porto il braccio alla siringa, con una proporzione del 3,99%. E se l'Italia ha già deciso di donare il 10% delle proprie dosi (2,4 milioni) all'Oms perché le distribuisca ai paesi poveri, la gran parte delle boccette sembra avviata alla scadenza, prevista 12 mesi dopo la data di produzione e quindi a scaglioni tra settembre e dicembre 2010. A quel punto, non resterà altro da fare che buttarle.

Ma per la Novartis che ha stipulato il contratto con il Ministero della Salute l'incasso sarà pieno lo stesso. I 184 milioni pattuiti nel contratto del 21 agosto 2009 (quando la pandemia colpiva soprattutto le Americhe e non aveva ancora raggiunto l'Italia) saranno versati in toto anche se i vaccini consegnati sono meno della metà di quelli concordati. Nel contratto infatti non esiste una clausola di riduzione a favore del ministero. E se ieri il Codacons ha annunciato una class action a nome dei 60 milioni di utenti del sistema sanitario italiano, anche la Corte dei Conti ha avviato una procedura di controllo sul "decreto direttoriale del 27 agosto 2009 concernente l'approvazione del contratto di fornitura di dosi di vaccini antinfluenzale A(H1N1) stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis Vaccines and Diagnostics s. r. l.".


Il Codacons chiede la risoluzione del contratto con l'industria farmaceutica ("Uno spreco immane vista la scarsa adesione alla vaccinazione") e il rimborso ai cittadini dei 184 milioni di euro spesi. In caso di vittoria, a ognuno dei 60 milioni di utenti del sistema sanitario andrebbero 3 euro. "Oltre - prosegue il Codacons - a 50 euro di risarcimento simbolico per ogni iscritto". La Corte dei Conti entra nel dettaglio delle clausole del contratto con Novartis. E si chiede perché "l'articolo 3.1 (ribadito dall'articolo 5.3) prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l'applicazione di alcuna penalità". O perché "l'articolo 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di Iva) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del Prodotto". Per fortuna il vaccino ha superato i test dell'Emea, l'ente europeo incaricato dei controlli di sicurezza. Ma se qualcosa fosse andato storto, il ministero avrebbe comunque dovuto pagare 24 milioni per un farmaco inutilizzabile.

La contestazione dei giudici di viale Mazzini riguarda poi la segretezza del contratto: "L'articolo 10.2 considera Informazioni Riservate anche l'esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute, clausola - in considerazione dell'evidenza pubblica della procedura - impossibile da rispettare". E infine, ipotesi che per fortuna non si è verificata ma che avrebbe potuto comportare un salasso per lo Stato, il contratto prevede che gli eventuali effetti collaterali del vaccino sui pazienti siano a carico del ministero e non come di solito avviene dell'azienda farmaceutica. "L'articolo 4.5 - contesta la Corte - prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di difetti di fabbricazione, mentre ai senso dell'articolo 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi".

Clausole così squilibrate sono state dettate dalla fretta. Ma sul perché di una spesa tanto elevata a fronte di una campagna di vaccinazione mai decollata, il ministero interrogato ieri si trincerava ancora dietro al no comment. Dalle università alcuni virologi provano a spiegarci cosa è successo, e il perché di tanta sproporzione. "Ora sappiamo che H1N1 è un virus blando. Ma all'inizio della pandemia avevamo ancora fresco il ricordo dell'aviaria, che ha una mortalità intorno al 50%" spiega Giovanni Di Perri, direttore di malattie infettive all'Amedeo Savoia di Torino. "L'influenza mette sempre in difficoltà chi deve fare previsioni. I modelli possono saltare, i virus ci sorprendono spesso" fa notare Pietro Crovari, professore emerito di igiene e medicina preventiva all'università di Genova. E Guido Antonelli, virologo della Sapienza a Roma, non esclude che l'anno prossimo il virus H1N1 venga incluso nella normale vaccinazione stagionale: "All'inizio di ogni anno l'Oms decide contro quali virus influenzali il vaccino stagionale debba essere rivolto. Può darsi che il prossimo inverno ci ritroveremo H1N1 fra i tre ceppi del normale vaccino stagionale".

Anche se la campagna vaccinale di quest'inverno non è ancora finita e il ministero della Salute mette in guardia contro una possibile seconda ondata pandemica, i dati sulla copertura dei vaccini sono davvero bassi. Il personale sanitario cui era stata consigliata l'immunizzazione comprende poco più di un milione di persone: neanche 70mila si sono vaccinati (il 15,1%). Agenti di pubblica sicurezza e operatori dei servizi essenziali non arrivano al 6% (6mila su 723mila). Tra i donatori di sangue addirittura il dato si ferma allo 0,83%. Nelle ultime settimane alcune Asl hanno esteso la campagna di vaccinazione anche agli over 65 con patologie croniche. Ma neanche loro sembrano troppo convinti, e la partecipazione resta ferma all'1,5 per cento. Più che vaccinazioni, ormai, sembrano saldi di fine stagione.
Fonte: corriere.it

L’Europa attacca l’Oms: allarmi falsi e sospetti sull’influenza aviaria, subito l’indagine/ Intervista a Wolfgang Wodarg autore della denuncia

Il Consiglio d'Europa , organismo diverso dalla Commissione che si occupa dei diritti civili, ha chiesto di creare una Commissione d'inchiesta per scoprire se si è trattato di un falso allarme e, nel caso individuare i responsabili. Se ne parlerà a fine mese a Strasburgo. Blogosfere ha intervistato Wolfgang Wodarg (foto), medico epidemiologo, promotore della mozione al Consiglio d'Europa:

Da anni osservo l'evoluzione dell'influenza nel mondo. E ho constatato che per due volte l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato allarmi di pandemie senza alcuna prova scientifica. Prima è accaduto con l'influenza aviaria, che in realtà non si è mai trasmessa da uomo a uomo. Poi c'è stato il caso recente dell'influenza suina, che si è rivelata molto più innocua delle comuni influenze stagionali.
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Che prove ha?

Normalmente l'influenza causa 500 mila morti l'anno, i decessi per la febbre suina sono stati un decimo. In Australia, dove l'inverno è già finito, le vittime dell'influenza A sono state molto meno rispetto agli anni passati. Malgrado questo, malgrado gli altri falsi allarmi, l'Oms già parla di una seconda ondata in arrivo nei prossimi mesi. Ancora una volta, senza alcuna prova.

Perché questo?

Una ragione è perché all'Organizzazione mondiale della sanità sono più stupidi delle persone comuni, visto che in Europa le persone hanno scaltramente evitato di farsi il vaccino: in Francia su 90 milioni di vaccini ordinati ne sono stati usati solo 6. Seconda ragione: gli interessi economici. Dopo l'influenza aviaria, mai avvenuta, i governi di tutto il mondo hanno chiesto alle case farmaceutiche di produrre subito grandi quantità di vaccini, con somme pubbliche garantite. Sapete qual era la condizione per far scattare i contratti? Che l'Oms dichiarasse la pandemia. E l'Oms ha dato il via libera a questo scandalo. Risultato: 5 miliardi di euro in vaccini buttati via in Europa, 20 miliardi nel mondo. Sì, con la nostra indagine vogliamo proprio scoprire chi c'è dietro tutto questo.
Fonte: http://ueb.blogosfere.it/

venerdì 15 gennaio 2010

La “falsa pandemia”: le multinazionali dei farmaci incassano più sullo spavento prodotto che sui vaccini per l’influenza suina

L'epidemia di influenza suina è una ' falsa pandemia ' messa in atto dalle aziende farmaceutiche, che stavano per fare miliardi di sterline per questo allarme lanciato in tutto il mondo. Questo è stato affermato da Wolfgang Wodarg , responsabile della salute pubblica presso il Consiglio d'Europa, uno dei maggiori esperti di salute. Ha accusato i produttori di farmaci e di vaccini contro l'influenza suina di tentare di influenzare la decisione dell'O.M.S. nel dichiarare la pandemia. Ciò è stato fatto dalle aziende farmaceutiche per garantirsi 'enormi vantaggi', mentre i paesi, compreso il Regno Unito, hanno 'sprecato' milioni dei loro magri bilanci sanitari, per vaccinare contro una malattia relativamente mite. E’ stata approvata dal Consiglio d'Europa una risoluzione proposta dal dottor Wodargo a Strasburgo, base del 'senato', responsabile per la Corte europea che ha chiesto un'inchiesta sul ruolo delle imprese di vaccini, per i diritti dell'uomo. Un dibattito sulla questione si terrà d'urgenza a fine mese. Afferma il dottor Wodarg, come il caso è emerso, che al culmine della paura il governo britannico ha dato l’ordine di cercare disperatamente di scaricare fino a 1 miliardo di euro di vaccini contro l'influenza suina. Il Dipartimento della Sanità ha previsto questi 65.000 morti, ha istituito così una linea speciale di consulenza e un sito web, ha sospeso le normali regole per i farmaci anti-influenzali che potessero essere distribuiti senza la prescrizione e ha avvertito le autorità locali per la salute di prepararsi ad una pandemia di grande rilievo. Ai pianificatori è stato ordinato di ottenere obitori pronti per la vastità di morti e ci saranno stati ed ha avvisato che l'esercito potrebbe essere stato chiamato a prevenire disordini, come si è lottato per ottenere i vaccini. Ma con meno di 5000 ammalati della malattia in Inghilterra, fino alla scorsa settimana e con solo 251 morti complessivi, il dottor Wodarg mette in risalto lo scoppio della presunta pandemia dell’H1N1, come 'uno degli scandali medici più grandi del secolo'. Ha detto: 'Abbiamo avuto una leggera influenza - e una falsa pandemia.' Egli ha aggiunto i semi della paura sono stati seminati cinque anni fa, quando si temeva che il virus molto più letale dell'influenza aviaria avrebbe potuto mutare in una forma umana. L'atmosfera di panico e i contratti da sogno hanno portato i governi allo stoccaggio del farmaco anti-influenzale Tamiflu e all’accaparramento di milioni di dosi di vaccini. Il dr Wodarg disse: I governi hanno chiuso i contratti con i produttori di vaccini per ottenere ordinativi in anticipo e prendere su di sé quasi tutte le responsabilità. In questo modo i produttori di vaccini sono sicuri di guadagni enormi senza avere i minimi rischi finanziari. Hanno dovuto solo aspettare, fino a che è stata dichiarata la "pandemia" per poi attivare i contratti. Egli sostiene inoltre che, per spingere ulteriormente i loro interessi, le imprese leader dei vaccini hanno infiltrato “i loro uomini' negli ingranaggi dell’ O.M.S. e in altre influenti organizzazioni. Egli ha aggiunto che la loro influenza potrebbe avere portato l'OMS ad ammorbidire la definizione di pandemia che lo scorso giugno ha portato alla dichiarazione di focolai in tutto il mondo. Il Dr Wodarg ha detto: Al fine di promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l'influenza, le aziende farmaceutiche hanno influenzato gli scienziati e gli organismi ufficiali, competenti per le norme di sanità pubblica, che lanciarono l’allarme ai governi in tutto il mondo. Hanno prodotto così uno sperpero di risorse sanitarie già limitate per le strategie di un vaccino inefficace e inutile per milioni di persone sane, che sono state esposte al rischio di effetti collaterali sconosciuti di vaccini non sufficientemente testati. Egli non ha fatto i nomi di alcun britannici esposti al conflitto d’interesse.Ma l'anno scorso, il Daily Mail ha rivelato che Sir Roy Anderson, uno scienziato che consiglia il governo per l'influenza suina, percepisce un onorario di £116.000 l’anno dalla GlaxoSmithKline. Alla GSK rendono i farmaci anti-influenzali e i vaccini e si presume che sia uno dei maggiori beneficiari dalla pandemia. Hanno prodotto milioni di vaccini contro l'influenza suina, alle aziende farmaceutiche sono state pagate ingenti somme da parte dei governi Il Dipartimento della Salute ha insinuato che, sebbene la malattia sembra essere ormai in declino, non si può escludere un ulteriore ritorno di fiamma ed esorta tutti gli aventi diritto a farsi vaccinare. Il professor David Salisbury, a capo del governo per l’immunizzazione ha dichiarato che non ci sono 'motivi di sorta' per dar credito al dottor Wodarg, dicendo che le persone con conflitti di interesse sono state tenute fuori dal processo decisionale.Un portavoce della GSK ha detto che 'Le accuse di influenza indebita sono sbagliate e infondate. L'OMS ha dichiarato che si sono verificati i criteri per dichiarare la pandemia dell’influenza suina H1N1. Come l’OMS ha dichiarato ciò, norme di legge e numerose clausole di salvaguardia sono state messe in atto per gestire eventuali conflitti di interesse. L'azienda, per la quale svolge ancora la sua consulenza Sir Roy, ha detto di aver dichiarato il proprio interesse commerciale e che lo stesso Sir Roy non aveva frequentato le riunioni connesse all'acquisto di farmaci o vaccini né per il governo o per la GSK.
Fonte:http://www.dailymail.co.uk/news/article-1242147/The-false-pandemic-Drug-firms-cashed-scare-swine-flu-claims-Euro-health-chief.html#ixzz0cj2MgT0l

Vaccino per il virus H1N1, Novartis-Governo Ecco il contratto segreto

Novartis è obbligata a produrre le dosi di vaccino e a rispettare l’accordo con il ministero della Salute. Ma solo fino a quando ciò sia ritenuto "ragionevole". E ancora, se il siero vaccinale è dannoso per la salute “il Ministero è tenuto a tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole, se il vaccino fa male a chi lo assume paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione. Infine, se il prodotto non viene consegnato per mancato ottenimento dell'autorizzazione all'immissione al commercio e di prove cliniche positive, è ancora il Ministero a pagare. Il forfait è di 24 milioni di euro netti.

Il contratto tra la casa farmaceutica e il governo italiano per fronteggiare l’eventuale pandemia del virus H1N1 non è più un segreto. Lo pubblica il sito del mensile Altreconomia, proprio adesso che Ferruccio Fazio, ministro della Salute, in un'interrogazione ha annunciato che ha annullato metà delle dosi che avrebbe dovuto ricevere dalla Sanofi, cioè 24 milioni.

Fino ad oggi non si avevano idee chiare sul numero delle dosi di siero vaccinale acquistate dalla Novartis, sui tempi di consegna, sui prezzi. L’unica cosa nota dell’accordo con la multinazionale era che la Corte dei conti aveva 'bacchettato' il governo perché colpevole di aver accettato clausole troppo favorevoli all'azienda. Fra queste l'assenza di penali, l'acquisizione da parte del ministero dei rischi e il risarcimento alla multinazionale per eventuali perdite.

Il contratto è stato firmato il 21 agosto 2009 tra il direttore generale del ministero, Fabrizio Oleari, e l'amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli. Nel testo si regolamenta l'acquisto diretto di 24 milioni di dosi di vaccino. Costo: 184 milioni di euro, iva inclusa. Di queste sono state prodotte e consegante dieci milioni di dosi. Mentre quelle usate sono quasi 900 mila. Il contratto si può leggere e scaricare, sebbene ci sia la presenza di omissis.

Nell’articolo 1 si stabilisce che Novartis è obbligata a produrre e a rispettare il contratto ma solo fino a quando ciò sia ‘ragionevole’. Dove per ‘sforzi commercialmente ragionevoli’ si intende che l’azienda si impegna ad adempiere all’incarico ma che laddove intervengano ‘fattori esulanti dal pieno controllo della Novartis’ l’accordo decade, e lo Stato paga lo stesso (art.3.1).
Tra questi: “La disponibilità di uova e di altri materiali e il successo delle sperimentazioni cliniche necessarie a convalidare le caratteristiche di sicurezza e immunogenicità del prodotto”.

La confezione? Decide l’azienda. Ancora, il ministero non è autorizzato ad apportare modifiche alla confezione né a oscurare marchi su di essa. Alterare, oscurare, rimuovere o manomettere il marchio commerciale.

La consegna e la spedizione. La multinazionale – si legge nell’articolo 3 – si impegna a consegnare entro una data concordata il vaccino, ma qualora non sia in grado di consegnare il prodotto basta una comunicazione al Ministero sette giorni prima della scadenza, per ottenere un rinvio concordato tra le parti. E se il ministero si dovesse trovare impossibilitato a ritirare il prodotto Novartis potrà rivenderlo ad altri clienti o fatturare al ministero quanto non ritirato, con la possibilità di rivenderlo comunque dopo 90 giorni.

Articolo 4: garanzie e indennizzi. E se dall’assunzione del vaccino deriva un danno alla salute? L’azienda non è responsabile. Si legge nell’articolo 4.6: “Il Ministero è tenuto a indennizzare, manlevare e tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole se il vaccino è dannoso paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione.

Prezzo. Il prezzo per ciascuna dose di vaccino è pari a 7 euro. Totale: 168 milioni di euro più iva. Il ministero dovrà pagare entro 60 giorni dall'emissione della fattura, su un conto corrente del Monte dei Paschi di Siena (articolo 5).

Cause di forza maggiore. Ministero e azienda non sono responsabili l’uno nei confronti dell’altra se intervengono cause di forza maggiore. Quelle che limitano le responsabilità di Novartis vengono estese a situazioni che dovrebbero invece essere garantite da Novartis, come "epidemie e pandemie", "atti di qualsiasi autorità pubblica", "atti di enti sopranazionali”, come per esempio l'Oms (art. 8.3).

Durata e risoluzione (9.3). Nel caso in cui il vaccino non possa essere consegnato per mancato ottenimento dell'autorizzazione all'immissione al commercio e di prove cliniche positive, il ministero paga Novartis con un forfait: 24 milioni di euro netti. E per chiudere, nell’articolo dieci, le parti si impegnano a mantenere assoluto riserbo sulle informazioni riservate..
Fonte: kataweb.it

martedì 12 gennaio 2010

L'influenza A “uno dei più grandi scandali sanitari” del secolo

BRUXELLES - L’influenza A non solo era una “falsa pandemia” ma è stata orchestrata dalle case farmaceutiche per fare miliardi di euro con la vendita di medicine e vaccini. L’accusa arriva da Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d’Europa che ieri ha chiesto un’indagine accurata in merito. Secondo Wodarg (ex membro dell’Spd - i socialisti tedeschi - medico ed epidemiologo) le industrie farmaceutiche avrebbero influenzato la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia, anche infiltrando i propri uomini nell’organizzazione. Risultato: le multinazionali del farmaco hanno accumulato “enormi guadagni” senza alcun rischio finanziario, mentre i governi di tutto il mondo hanno speso milioni di dollari nell’acquisto di vaccini per un’infezione che in realtà era molto meno aggressiva di una normale influenza.

Vaccini a saldo

Le accuse del Consiglio d’Europa (che ha definito il caso dell’influenza A come “uno dei più grandi scandali sanitari” del secolo) arrivano proprio mentre i governi di mezzo mondo stanno cercando di sbarazzarsi delle milioni di dosi di vaccino ordinate e rimaste inutilizzate: si pensi che la Francia ne ha acquistate 94milioni per una popolazione di circa 63milioni di abitanti. L’Italia invece per ora ha decido di non “svendere”: il governo ha acquistato 24 milioni di dosi di vaccino dalla Novartis. Costo: circa 184 milioni di euro.
Fonte: city.corriere.it

giovedì 12 novembre 2009

INGREDIENTI DEL VACCINO H1N1 PRESENTE IN EUROPA E ARRIVATO GIA' IN ITALIA:

1) Il vaccino anti-suina di GlaxoSmithKline Plc
Tra i suoi ingredienti:

Adiuvante alluminio :(componente che danneggia il sistema immunitario e crea gravi disfunzioni cognitive);
AS03: squalene (adiuvante che causa infiammazioni alle giunture, lupus e “sindrome da affaticamento cronico”); Daronrix (vaccino della Glaxo contro l’influenza aviaria);
Formaldeide (nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduttivo e per lo sviluppo);
Octoxynol 10 (emulsionante, umidificante e antischiuma che può alterare l’attività metabolica, danneggiare le membrane e causare un rapido declino delle funzioni delle cellule);
Polisorbato 80 (ingrediente noto per provocare infertilità, convulsioni epilettiche, aborti spontanei, e shock anafilattici anche mortali);
Thimerosal (a base di mercurio, 50 volte più tossico del mercurio stesso, causa di gravi disfunzioni del sistema immunitario, neurologico e turbe motorie e comportamentali).

2) Cevalpan, il vaccino anti-suina di Baxter International
Tra i suoi ingredienti:

Cellule Vero (cellule in coltura dal rene di una scimmia africana, prodotte in maniera molto dubbia, del cui processo non si sa ancora nulla);
Trometamolo (composto organico che può essere nocivo se inalato, di cui non sono stati resi noti gli effetti a lungo termine);
Cloruro di sodio polisorbato 80 (vedi sopra).

3) Focetria, il vaccino di Novartis International AG Questo è il vaccino attualmente in distribuzione in Italia.
Tra i suoi ingredienti figurano:

Linea cellulare proprietaria (di provenienza ignota);
Squalene (vedi sopra);
Span85 o Sorbitano Trioleato (emulsionante e addensante, usato anche come pesticida, è tossico e può avere effetti cancerogeni, neurotossici e di blocco della crescita nei bambini).
Particolarmente allarmante: l’adiuvante “proprietario” MF59: derivato oleoso di un prodotto ideato per la guerra del Golfo, con capacità altamente distruttive per il corpo umano. Alcuni esperti della sanità affermano che questo principio debba rientrare nella categoria delle armi biologiche o farmacologiche. La legislazione impone che l’utilizzo del MF59 debba essere molto limitato negli esperimenti sugli animali e non prevede assolutamente il suo utilizzo sugli uomini (ma si sa: le case farmaceutiche sono al di sopra della legge). Molti immunologi sostengono che una dose anche microscopica di poche molecole di adiuvante, iniettata nel corpo umano, possa causare gravi e permanenti disturbi al sistema immunitario. La FDA americana al momento non ha ancora approvato l’utilizzo di MF59 in qualsiasi vaccino. Eppure troviamo questo adiuvante nel “Focetria” distribuito e somministrato in Italia proprio in questo momento. Detto questo… NON VACCINATEVI!

sabato 31 ottobre 2009

Il virus dell'influenza A è 10 volte meno aggresivo dell'influenza stagionale!

Oggi leggevo le dichiarazioni di Ferruccio Fazio, vice ministro della Salute - «Il virus dell'influenza A è dieci volte meno aggressivo dell'influenza stagionale, il carattere leggero di questa influenza, che sino ad oggi ha fatto undici morti su 400mila casi stimati, mentre lo scorso anno la stagionale ha fatto 8mila morti su 4 milioni di casi». Dunque, precisa il vice ministro, «l'incidenza dei casi di letalità dell'influenza A è dello 0,02 per mille, contro lo 0,2 per mille della stagionale». fonte: corriere.it

E allora perché tutto questo caos, tutto questo voler informare e voler scrivere di presunti morti per l'influenza A-H1N1?
Perché solo ora il Ministero della Salute apre addirittura un sito internet (www.fermailvirus.it) per ricordare agli italiani di
lavarsi le mani con il sapone (per chi ci ha preso il Ministero?). Inoltre mi viene da fare una riflessione, non si potevano evitare parte degli 8mila morti dello scorso anno, magari proponendo una campagna mediatica martellante come quella a cui stiamo assistendo in queste settimane? Oramai chiunque ha la sfortuna di morire a causa di problemi resipratori viene inserito nella lista dei morti per influenza A.

mercoledì 28 ottobre 2009

L'uso delle emergenze "artificiali" per l'implementazione della legge marziale.

Ci siamo: il presidente Obama (un bravo burattino obbediente agli ordini) ha dichiarato lo stato di emergenza per l'influenza suina, nonostante non ci sia nessuna emergenza, nonostante l'influenza AH1N1 sia un'influenzetta come le altre, nonostante la bassa mortalità di questo forma di influenza rispetto alle altre influenze stagionali, nonostante tutte le statistiche relative alla diffusione di questo virus siano ormai truccate.

Che senso ha per esempio l'affermazione riportata dalle agenzie di stampa e dai mass-media relativa a "milioni i casi segnalati, oltre 20 mila i ricoveri e mille morti, di cui 100 bambini" se ormai la diagnosi (in USA come in Italia) la si fa solo in base ad un'esame del quadro clinico ed è quindi virtualmente impossibile distinguere un caso di influenza suina da un caso di influenza stagionale o di sindrome parainfluenzale?

Sul sito del quotidiano La Repubblica leggiamo che "La dichiarazione di emergenza nazionale da parte del presidente permette anche, alle autorità sanitarie, di bypassare alcuni adempimenti previsti dalle norme federali. La settimana scorsa era stata ventilata la possibilità di ritardi nella consegna dei vaccini anti-influenzali".

Ovviamente su tale sito non leggeremo mai tutta la verità, ovvero che tale menzognera dichiarazione serve a porre le basi per l'instaurazione della legge marziale ed imporre vaccinazioni obbligatorie con vaccini a dir poco venefici (contenenti mercurio, squalene e probabilmente anche dei pericolosissimi agenti biologici). D'altronde abbiamo già segnalato l'esistenza di una legge marziale de facto che si andava instaurando in maniera silenziosa negli Stati Uniti, ed avevamo segnalato ancor prima (assieme ad altri) la realizzazione di campi di concentramento (che a questo punto potrebbero essere utilizzati per rinchiudervi le persone recalcitranti alle vaccinazioni o sottoposte ad un'arbitrario provvedimento di quarantena).

Ma già un anno fa avevamo testimoniato i preparativi per l'applicazione della legge marziale, ed il fatto che molti preti (pastori) statunitensi venivano arruolati come agenti governativi per l’instaurazione della legge marzial.

Abbiamo visto come la pandemia fosse già stata prevista (e talora preannunciata) prima che si verificasse il primo focolaio (al più presto dedicherò a tale tema uno specifico articolo) e non si può fare a meno di notare a questo punto, la straordinaria coincidenza nella tempistica degli eventi.

Dopo avere ricevuto il premio nobel per la pace, un presidente che ha allegramente continuato a dispiegare le sue truppe da combattimento in Medio Oriente (Iraq e Afghanistan) viene presentato come un angelo benefattore e forte di questa investitura firma il suo decreto per lo stato di emergenza. Un presidente che ha continuato a far avvelenare i suoi compatrioti con le scie chimiche, diventa premio nobel per la pace quasi contemporaneamente al varo definitivo del trattato di Lisbona (dopo che il No degli Irlandesi è stato annullato da una vergognosa delibera governativa e dopo che le nuove consultazioni referendarie - presumibilmente truccate - hanno finalmente dato l'esito desiderato): sarà il super stato dittatoriale dell'Europa Unita, primo passo verso l'instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, a diramare le direttive per l'instaurazione della legge marziale nei nostri paesi e indire vaccinazioni obbligatorie manu militari?

A tal proposito è utile menzionare un articolo del documento dell'OMS che consente a questo organo sovrannazionale di prendere il potere all'interno delle Nazioni aderenti all'OMS e alle Regolamentazioni di Salute Internazionali (194 paesi):

preparazione contro la pandemia influenzale
(documento dell' OMS) - pag.15

1.5.1 ASPETTI LEGALI
... Durante una pandemia, puo' essere necessario abbrogare la legislazione vigente o (individuale) per quanto riguarda i diritti umani. Esempi sono l'applicazione della quarantena (non tener conto della libertà individuale di movimento), l'uso della proprietà privata per scopi di ricovero sanitario, l'utilizzo di farmaci senza licenza, la VACCINAZIONE OBBLIGATORIA o la realizzazione di turni di emergenza in servizi essenziali. Queste decisioni hanno bisogno di una struttura legale riconosciuta al fine di garantire una valutazione trasparente che si assuma la responsabilità delle decisioni prese, e garantisca coesione con la legislazione internazionale (Regolamentazioni di Salute Internazionali).

Fonte: www.who.int sito ufficiale dell'OMS (World Health Organization)

A questo punto possiamo persino azzardare un quadro secondo il quale l'uragano katrina, il terremoto in abruzzo ed altre calamità innaturali siano state artificialmente create anche allo scopo di testare sul campo i preparativi per la legge marziale, giustificando al tempo stesso agli occhi della popolazione l'aumento di poteri conferiti alle agenzie di "protezione civile" ed ai militari in caso di particolari avversità.

E col senno del poi possiamo ipotizzare che tutto ciò era finalizzato all'operazione che si realizza sotto i nostri giorni, la creazione di un'epidemia artificialmente gonfiata come escamotage per abolire le libertà civili, implementare la legge marziale, costruire un governo mondiale dittatoriale, avvelenare la popolazione mondiale coi vaccini, ridurre i sopravvissuti ad un ammasso di zombie.

D'altronde che tutto sia stato previsto e pianificato accuratamente lo provano anche le Illuminati cards, carte di un gioco da tavolo del 1995, che vedete qui riprodotte, nonchè il fatto che la versione cinematografica del libro Io sono leggenda ambienta la strana epidemia che riduce gli uomini a degli zombie proprio nel 2009 (mentre nel libro tale data non compare).

Invito quindi tutti a leggere attentamente il dossier sull'influenza suina realizzato dal medico canadese Jean Jacques Crèvecoeur, il quale ha compiuto un egregio lavoro di ricostruzione della vicenda nel quale ricompone tutti i pezzi del puzzle arrivando a conclusioni perfettamente in linea con quelle del sottoscritto e della giornalista Burgermeister. Il dossier è stato pubblicato all'inizio di settembre e già molte delle cose da esso preannunciate si stanno (purtroppo) realizzando.

Leggi e diffondi il dossier di J. J. Crèvecoeur oppure scaricalo da mediafire, e soprattutto metti in opera quanto da egli suggerito come piano di azione.



Leggi il dossier sull'influenza suina ed i vaccini tossici.

Scaricalo sul tuo Pc e diffondilo

da scienzamarcia.blogspot.com

In Svezia sono 4 i morti causati dal vaccino

Traduzione dell'articolo A fourth vaccine death reported in sweden pubblicato il 24 ottobre 2009 sul sito http://www.theflucase.com/

Dagens Nyheter riporta che un quarto caso di morte causato dai vaccini contro l'influenza suina si è verificato in Svezia. Una donna molto anziana, 90 anni, è morta ieri pochi giorni dopo avere ricevuto il vaccino contro l'influenza suina Pandemrix. Questa è la quarta morte che si sospetta sia direttamente collegata al vaccino in questione, ovvero ai cosiddetti "pesanti effetti collaterali" del nuovo vaccino non testato e dei coadiuvanti che esso contiene. I livelli di squalene presente nei vaccini utilizzati in Svezia sono migliaia di volte maggiori di quelli utilizzati nei vaccini che hanno causato la Sindrome del Golfo che fino ad ora ha ucciso o danneggiato seriamente oltre 30.000 militari Statunitensi [almeno altri 120.000 hanno sviluppato sintomi meno severi, ed in complesso circa il 25 % dei militari statunitensi spediti in Iraq nel 1991 si sono ammalati - N.d.T.].

La Svezia ha un contratto con la GlaxoSmithKline che ha costretto la Svezia ad acquistare da essa un certo numero di dosi di vaccino (18 milioni le dosi ordinate) nel caso che ci fosse una dichiarazione da parte dell'OMS del raggiungimento del sesto livello di pandemia.

Le aziende produttrici dei vaccini sono consulenti dell'OMS per ciò che riguarda le dichiarazioni di pandemia. Le autorità svedesi hanno recentemente dovuto ammettere che che a causa dell'ancora segreto contratto con l'azienda produttrice del vaccino [GlaxoSmithKline - N.d.T.] - esse sono state in realtà obbligate a ordinare le dosi di vaccino.

La definizione di "sesto livello di pandemia" sono state modificate in precedenza nel corso di questo stesso anno dall'OMS in maniera tale che, essendosi abbassati i livelli di severità della malattia che portano alla dichiarazione del livello 6, esso attualmente include qualsiasi "normale influenza" verificatasi nel corso degli ultimi 30 anni. Precedentemente a tale ri-definizione una pandemia doveva anche causare molti morti, che però l'influenza suina non ha ancora causato. Adesso ogni normale influenza causerebbe una dichiarazione di sesto livello della pandemia.

Le autorità svedesi continuano ad affermare che la gente che per adesso sta ricevendo il vaccino è spesso già ammalata, che essi fanno parte dei cosiddetti "gruppi a rischio" col sistema immunitario indebolito. Stranamente, le donne incinte in perfette condizioni di salute sono state inserite in questo gruppo. Non è stato ancora riportato nessun aborto dovuto al vaccino ma ci si aspetta che ve ne saranno [a giudicare dai molti casi di militari che hanno partecipato alla guerro del golfo i cui bimbi sono nati deformi o con orribili patologie congenite c'è da aspettarsi anche di peggio - N.d.T. ]. Le autorità rilasciano affermazioni secondo le quali le recenti morti non avrebbero nulla a che fare coi vaccini. "Questi individui avevano problemi di salute pre-esistenti, è solo una coincidenza che siano morti".

Nei media svedesi, ed anche in quelli di molti altri paesi [compresa l'Italia - N.d.T.], ogni caso di persona che ha contratto l'influenza suina ed è poi morta, è stato considerato come un caso di morte causata direttamente dall'influenza, non importa se la causa reale della morte fosse stata una polmonite o un'infezione batterica o una condizione di malattia pre-esistente. Questo commento di uno dei nostri lettori riassume molto bene tutto ciò: "E' curioso vedere che quando qualcuno muore di influenza suina pur avendo pre-esistenti problemi di salute, egli viene presentato come morto da influenza suina - senza alcun dubbio. Ma se qualcuno muore dopo il vaccino ed aveva pre-esistenti problemi di salute, allora è morto a causa dei suoi pre-esistenti problemi di salute - senza alcun dubbio"

Si teme che ogni indagine su queste morti porterà a dei rapporti che mentiranno sulle cause dei decessi, in maniera tale da non disturbare la campagna di vaccinazione di massa in corso della popolazione svedese, una campagna che è fino adesso volontaria per la maggior parte delle persone. La Svezia può obbligare alla vaccinazione chiunque nella nazione se ciò è ritenuto necessario dalle autorità. Il problema è che tutti quelli che si trovano in una posizione di rilievo in Svezia sono sostenitori dei vaccini e dei loro ipotetici benefici, e molti di loro hanno legami con l'industria farmaceutica. La mafia dei vaccini comanda le politiche sanitarie nazionali.

Rapporti di nuovi casi di influenza suina abbondano nei giornali svedesi, come se dovessero fare da grancassa per spaventare la gente ancora di più ed indurla ad accettare il vaccino adesso che si stanno diffondendo i dubbi sulla innocuità del venefico vaccino Pandemrix. Il fatto che i test [per verificare l'infezione da AH1N1 - N.d.T.] sono molto inaffidabili (si verificano falsi positivi in 9 casi su in 10) non viene menzionato da nessuna parte in questi articoli, ed il fatto che altre forme di influenza adesso si diffondano come al solito, non viene menzionato.

La questione delle responsabilità quando si verificano pesanti effetti collaterali inclusa la morte è ancora poco chiara. Le autorità svedesi hanno precedentemente affermato ufficialmente che non c'è nessuna immunità legale per le aziende produttrici dei vaccini ma dopo avere ricevuto una domanda diretta da parte nostra, esse hanno rimosso tale informazione dal loro sito web e non hanno più risposto alla nostra domanda. Il fatto che il parlamento europeo ha approvato leggi che forniscono immunità giuridica alle aziende produttrici dei vaccini non è stato riportato dai media svedesi [se è per questo nemmeno da quelli italiani - N.d.T.]. Ssembra assolutamente poco chiaro chi si debba assumere tale responsabilità in Svezia.

Da scienzamarcia.blogspot.com

martedì 27 ottobre 2009

Primi morti a causa del vaccino contro l'influenza H1N1

Il discusso vaccino distribuito per cercare di ostacolare il diffondersi dell'influenza H1N1 ha presumibilmente prodotto le prime morti (voce modificata a seguito della confusione generata dall'uso del termine "morti accertate" utilizzato poichè allo stato attuale la vaccinazione è l'unica causa del decesso che viene valutata), sono quattro donne svedesi che, in quanto infermiere, rientravano nelle categorie a rischio indicate dai governi e si sono sottoposte a vaccinazione usando il farmaco Pandemrix della GlaxoSmithKline, un preparato contenente mercurio e squalene.

Aumentano anche i casi di effetti tossici dovuti all'inoculamento del vaccino. Sono ormai centinaia i ricoveri avvenuti a causa delle forti reazioni allergiche seguite alla vaccinazione; i primi sintomi che si denunciano sono febbre, dolori muscolari, mal di stomaco, mal di testa, vertigini, stanchezza seguiti da forti dolori in sede di iniezione e da un senso di costrizione toracica che causa dispnea.

Sono più frequenti i fatti che rendono sempre più difficile inquadrare il reale peso del problema legato all'influenza da H1N1:
  • mentre il presidente degli USA Obama dichiara lo stato di emergenza trapela la notizia che non farà vaccinare le sue due figlie
  • a Milano, prima città italiana in cui giunge il vaccino, sei medici su dieci rifiutano il vaccino.

Pochissime le fonti reperibili per approfondire questo annoso dilemma; l'unico quotidiano che ha pubblicato un chiaro articolo di denuncia è lo svedese Expressen o il sito web Flucase

Fonte: susannaambivero.blogspot.com

martedì 20 ottobre 2009

La pandemia di influenza A è solo un'operazione commerciale!

La presunta pandemia di influenza A della quale si parla da mesi e che ha portato molti Governi compreso il nostro a investire cifre ingenti in vaccini e strategie di comunicazione è in realtà una mera operazione commerciale. Il durissimo atto d'accusa arriva dall'epidemiologo Tom Jefferson in un'intervista a Medconsumers.

A riprova della sua tesi Jefferson usa un esempio concreto: Australia e Oceania e l'intero sud del mondo hanno appena passato un intero inverno all'insegna dell'influenza A - con tantissimi casi, prime pagine dei giornali monopolizzate, panico tra la popolazione - senza vaccino contro il virus H1N1.

Ma il bilancio appare molto meno grave rispetto alle previsioni apocalittiche pre-pandemia: A fronte di una popolazione di circa 22 milioni di persone, e di un'attesa di almeno 6.000 morti alla fine dell'inverno, in Australia sono state circa 131 quelle associate al virus, spiega un documento ufficiale dell'Health Protection Service Australiano del 16 settembre 2009. Commenta Jefferson, della Cochrane Collaboration: "Si può concludere che il virus H1N1 non è così minaccioso come lo si è voluto dipingere. E se l'Australia sia andata incontro ad una pandemia o no merita un approfondimento. Questo perché, sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la definizione di pandemia è cambiata a far data dal mese di maggio 2009. La versione precedente definiva pandemia come: "Una pandemia influenzale si verifica quando un nuovo virus influenzale appare in una popolazione umana che non ha immunità, causando epidemie in tutto il mondo con un numero enorme di morti e malattie." Nel documento sosia che è attualmente presente nel sito web, la definizione di pandemia è cambiata: "Una epidemia di una malattia si verifica quando ci sono più casi rispetto al normale di questa malattia.

Una pandemia è un'epidemia mondiale di una malattia. Una pandemia influenzale si può verificare quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la popolazione umana non ha alcuna immunità ". Questa definizione rende la differenza tra influenza stagionale e pandemia influenzale discutibile. Mi chiedo se questo significa che il mondo si troverà sempre ad essere in una condizione di pandemia. Il mondo dovrà sempre essere doppiamente vaccinato e spendere una quantità enorme di denaro per i vaccini e, naturalmente, per i farmaci antivirali.

Giornalisti e anche altri hanno contattato l'OMS per avere spiegazioni sul perché del cambiamento di definizione; a tutti è sempre stato detto che sarebbero stati ricontattati da qualcuno, ma questo non accade mai".

Fonte: Napoli M. Medconsumers 24/09/2009

sabato 10 ottobre 2009

Dallo Zoo di 105

Importante riflessione sul vaccino per l'influenza suina (tratto dalla puntata del 9-10-09 dello Zoo di 105) by Adam Cadmon

venerdì 4 settembre 2009

La stampa italiana colpevole di diffondere la pandemia mediatica

COSI SI DANNO LE NOTIZIE IN ITALIA:
TITOLO: Influenza A: primo morto a Napoli
CORPO DELL'ARTICOLO: Il paziente D. G. è deceduto per sepsi da stafilococco aureo e broncopolmonite complicata da insufficienza renale acuta in paziente con grave cardiomiopatia dilatativa, diabete melli...to in oligofrenico con infezione da virus A H1 N1.
Il decesso di Napoli è da imputare «solo indirettamente» all'infezione da influenza AH1N1 in quanto in pazienti gravemente compromessi qualsiasi altra malattia febbrile favorisce tali esiti ha confermato il ministero del Welfare in una nota.

Dal corriere.it
Anche l'Italia ha il suo primo morto a causa, almeno indirettamente, dell'influenza A. Non ce l'ha fatta infatti D.G. il paziente napoletano di 51 anni ricoverato da giorni all'ospedale Cotugno di Napoli. Il direttore sanitario dell'ospedale Cotugno, Cosimo Maiorino ha diffuso una breve nota che conferma la morte del paziente: «Alle ore 24,00 - è il testo del comunicato - il paziente D. G. è deceduto per sepsi da stafilococco aureo e broncopolmonite complicata da insufficienza renale acuta in paziente con grave cardiomiopatia dilatativa, diabete mellito in oligofrenico con infezione da virus A H1 N1».

IL COMUNICATO - La causa della morte di D.G., nell'ospedale Cotugno di Napoli, «non è dovuta alla virulentazione del virus ma allo stato di debilitazione preesistente del paziente legato alle importanti patologie di cui era affetto» sottolinea ancora il direttore sanitario dell'ospedale Cotugno di Napoli, Cosimo Maiorino, che ha incontrato i giornalisti. Le cause della morte - ha spiegato il direttore sanitario ribadendo quanto sottolineato nel bollettino medico della scorsa notte - sono dovute all'aggravarsi della pregressa grave miocardiopatia dilatativi complicata da insufficienza renale acuta, da setticemia da stafilococco aureo e broncopolmonite in un paziente che era già diabetico e oligofrenico, con concomitante infezione da virus H1N1.

IL MINISTERO - Il decesso di Napoli è da imputare «solo indirettamente» all'infezione da influenza AH1N1 in quanto in pazienti gravemente compromessi qualsiasi altra malattia febbrile favorisce tali esiti ha confermato il ministero del Welfare in una nota. «Occorre a questo punto distinguere - spiega il ministero - casi come questo, in cui il decesso si verifica in corso di influenza da virus A H1N1, dai rari casi gravi direttamente attribuibili a questo virus, come quello relativo al paziente ricoverato a Monza e affetto da polmonite virale primaria. Questi ultimi casi in cui si verifica un effetto diretto del virus sui polmoni sono preoccupanti ma per fortuna estremamente rari».

IL DECESSO - D. G. è quindi la prima vittima (indiretta) in Italia dell'influenza che sta provocando la morte di centinaia di persone in ogni parte del mondo, anche se, in questo primo caso italiano, come specificato dal direttore sanitario del Cotugno, il virus è soltanto in parte responsabile del decesso che è stato determinato, soprattutto, dalle gravi patologie che già da diverso tempo affliggevano il paziente. L'uomo, un soggetto oligofrenico, soffriva infatti da tempo di miocardiopatia dilatativa e di una forma molto grave di diabete. Il quadro clinico, di recente, si era ulteriormente complicato a causa di una insufficienza renale e di una sepsi da stafilococco aureo. Le condizioni di D.G. hanno subito un ulteriore, brusco peggioramento verso le ore 23 di giovedì. Il personale medico e paramedico in servizio nel reparto di rianimazione del Cotugno è immediatamente intervenuto, praticando tutte le iniziative previste dai protocolli terapeutici. In breve tempo i medici hanno però constatato una crescente bradicardia, cioè un progressivo rallentamento del battito del cuore, finchè non è subentrata la fibrillazione e, infine, l'arresto. I medici del Cotugno hanno proseguito con le manovre di rianimazione per altri 45 minuti, fin quando non si è dovuta constatare la morte del paziente.

LA STORIA - Le condizioni dell'uomo - che abitava con l'anziana madre nel quartiere Secondigliano - si erano rivelate molto critiche sin dal momento del suo ricovero nell'ospedale per la cura delle malattie infettive di Napoli. I medici, in realtà, non avevano mai nutrito troppe speranze che riuscisse a sopravvivere. Sin dal momento del suo arrivo in ospedale, martedì scorso, D.G. era stato sottoposto a respirazione assistita ed al monitoraggio dal punto di vista emodinamico e respiratorio, con elettrocardiogramma, controllo della pressione arteriosa e dei livelli di gas nel sangue. D.G. è stato sin dal primo momento sottoposto anche ad emofiltrazione renale. L'uomo era stato ricoverato inizialmente nell'ospedale Cardarelli, dove gli erano state diagnosticate gravi insufficienze cardiorespiratoria e renale e per questo era stato intubato. Successivamente era stato trasferito nell'ospedale Cto e, dopo gli esami, gli era stato diagnosticato il virus N1H1 dell'influenza A. A quel punto era stato portato al Cotugno. D.G. non è mai stato all'estero e, a causa delle tante patologie da cui è affetto, era stato ricoverato in passato in vari ospedali e case di cura di Napoli. I medici del Cotugno hanno però escluso che possa aver contratto il virus N1H1 proprio durante uno di questi ricoveri.



mercoledì 26 agosto 2009

Nuova influenza, medici: Il vaccino? Importante ma io non lo farò

Dottori e infermieri scettici: Forse non sarà necessario
Se nel Regno Unito e a Hong Kong, due dei Paesi più colpiti al mondo dall'epidemia della nuova influenza, la maggior parte dei medici e degli infermieri sono contrari a vaccinarsi, in Italia non va diversamente. Scettici e poco convinti della gravità reale degli effetti del virus, aspettano di vedere gli sviluppi in Italia del contagio. "Da molti anni - spiega ad Apcom Carlo Lusenti, segretario dell'Anaao Assomed, l'associazione dei medici dirigenti - i dottori e il personale sanitario vengono vaccinati per primi contro l'influenza stagionale, per due ragioni banali e di buon senso: perché sono molto più esposti al contagio e perché occorre evitare che si ammali molto personale sanitario proprio quando c'è molta pressione sul sistema. Premesso questo, io farò il vaccino per la stagionale ma non penso di fare l'altro, quello per la nuova influenza". "Non sono convinto - sottolinea Lusenti - che la pressione dell'epidemia sarà così forte. Sono un soggetto perfettamente sano e se mi ammalerò pazienza, vorrà dire che starò a letto una settimana. Il vaccino lo farò invece senz'altro a mio padre, che ha 80 anni. A lui la nuova influenza potrebbe creare dei problemi, perché è già un soggetto a rischio". "E' una sciocchezza", ribatte Armando Masucci, della Uil Medici Fpl. "Rientra nella mentalità medica. Il medico si considera sempre immune. Il vaccino contro la nuova influenza dovrebbe essere obbligatorio per tutti gli operatori sanitari. Adesso non è obbligatorio, ma spesso la direzione ospedaliera lo impone, e fa bene. Bisogna farlo". Lo stesso Masucci però non nasconde di non dare proprio il buon esempio: "Io? Non ho mai fatto un vaccino". "Tra gli infermieri ci sono varie scuole di pensiero", spiega Laura Rita Santoro, referente del Lazio di Nursing Up, sindacato nazionale professionisti sanitari della funzione infermieristica. "Se uno lavora con gli immunodepressi è meglio che lo faccia, a tutela dei pazienti. Ma da quello che abbiamo visto finora la situazione non è molto preoccupante. Un nostro collega è rientrato qualche giorno fa dalla Spagna con una gran febbre. Non siamo sicuri che fosse nuova influenza, ma lo abbiamo osservato attentamente, eravamo curiosi di capire. Una settimana di febbre alta ed è finita lì". Anche Santoro non ha ancora deciso se si sottoporrà al vaccino: "Ni. Dipende da dove sarò a lavorare quando arriverà l'epidemia, se a contatto con pazienti particolarmente a rischio. Io sono specializzata in epidemiologia, ho studiato la faccenda con attenzione. Mi pare che ci sia un allarme eccessivo. Ai tempi dell'aviaria nel Lazio furono acquistate grandi quantità di vaccino, che tra l'altro non eravamo in grado di stoccare, per cui fu conservato direttamente presso le case farmaceutiche, alle quali fu pagato l'affitto dei frigoriferi. Alla fine molto rimase inutilizzato e tutto si trasformò in una grande spesa sanitaria inutile. Non vorrei che anche questa volta andasse nello stesso modo".
Fonte: Apcom

lunedì 24 agosto 2009

A/h1n1,Casa Bianca:"Grave minaccia"

Il virus dell'influenza A/h1n1 pone una "grave minaccia per la salute" negli Stati Uniti: ad affermarlo è un rapporto del Consiglio Scientifico e Tecnologico della Casa Bianca. Secondo lo studio, "l'attuale ceppo pone una grave minaccia alla nazione. Il problema non è che il virus sia più letale di altri ceppi influenzali, ma che probabilmente infetterà più persone del solito".

Questo, prosegue il rapporto, "perché è un ceppo nuovo contro cui la gente non ha ancora costruito resistenze immunitarie". Per questo motivo il Comitato ha invitato a velocizzare l'acquisto di scorte di vaccini, in modo da essere pronti a fronteggiare una possibile epidemia esplosiva nei prossimi mesi, quando l'A/h1n1 attaccherà insieme al virus dell'influenza stagionale.

Intanto la proccupazione cresce anche in Europa, dove sono 1048 i nuovi casi di influenza A/h1n1 accertati nelle ultime 24 ore dai Centri europei per il controllo delle malattie. I Paesi con il maggior numero di contagi sono la Germania e la Gran Bretagna, mentre per l'Italia il bilancio resta fermo a 1517 casi. In Europa in totale il virus A/h1n1 ha colpito oltre 43mila personale causando 93 morti.

Sul fronte della vaccinazione il Consiglio nazionale della Sanità in Svezia ha pubblicato i gruppi prioritari che saranno sottoposti al vaccino: si tratta delle persone a rischio di malattia grave, chi è affetto da patologie polmonari croniche, gli obesi e i cardiopatici. Nei gruppi anche i sieropositivi, le donne in gravidanza e gli asmatici. La Svezia è il terzo paese in Europa ad aver individuato i gruppi prioritari per il vaccino dopo Gran Bretagna e Olanda.
Fonte: TGcom

martedì 18 agosto 2009

Influenza A, Oms: impossibile sapere quante dosi di vaccino saranno disponibili

ROMA (18 agosto) - Continua la corsa per il vaccino contro la nuova influenza, mentre i test vanno avanti non si riesce a sapere quante saranno le dosi disponibili. E' sbarcato a Palermo il paziente riscontrato positivo al virus sulla Msc. Mentre la Spagna conta una nuova vittima, un ragazzino di 11 anni già con problemi di salute prima del contagio.

Impossibili previsioni vaccino. Non è ancora possibile pronunciarsi sulla quantità di dosi di vaccino contro l'influenza pandemica (H1N1) che saranno effettivamente disponibili e sui tempi di produzione: «non possiamo ancora pronunciarci sulla capacità di produzione dei vaccini e non avremo buone indicazioni in merito prima di settembre. I test clinici sono ancora in corso», ha detto oggi il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Gregory Hartl. Nella migliore delle ipotesi, e in base ad uno scenario elaborato in aprile, fino a circa 94 milioni di dosi a settimana potrebbero essere prodotte, ma molti fattori sono in gioco, ha ricordato Hartl. In particolare «non sappiamo se sarà necessaria una sola o due dosi», e se due dosi saranno necessarie questo dimezza il numero di persone che possono essere immunizzate.

Oms: ogni Paese decide su conservazione Tamiflu. Per l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) spetta alle autorità competenti dei Paesi pronunciarsi sull'estensione del periodo di conservazione del farmaco Tamiflu, antivirale del gruppo farmaceutico svizzero Roche raccomandato contro l'influenza pandemica H1N1. L'agenzia europea Emea (European Medicines Evaluation Agency) ha esteso la data di conservazione delle pasticche di Tamiflu da 5 a 7 anni. Per la pandemia di influenza, l'Emea ha indicato che è accettabile che l'estensione sia applicata retroattivamente agli attuali stock del medicinale, ha spiegato oggi il portavoce dell'Oms Gregory Hartl rispondendo a una domanda sulla recente decisione della Svizzera di prolungare la data di scadenza del Tamiflu da 5 a 7 anni.

Sbarcato passeggero Msc crociere. Il passeggero palermitano colpito dall'influenza A è stato fatto scendere dalla nave Msc Fantasia, ammiraglia della flotta della Msc Crociere arrivata stamattina nel porto di Palermo proveniente da Napoli. L'uomo, che è stato visitato dal medico della Sanità marittima proseguirà la convalescenza nella sua abitazione. A bordo delle navi Msc telecamere a infrarossi permettono di riscontrare le persone con infezione virale, anche in una fase molto precoce. MSC Crociere ha adottato, «inoltre, uno speciale questionario elaborato dalla Cruise Lines International Association (Clia) che individua il percorso di arrivo di tutti i passeggeri imbarcanti fornendo, ad ogni nuovo imbarco, all'equipaggio e al personale medico importanti informazioni per una immediata valutazione dei rischi».

Spagna, muore bimbo di 11 anni. Un bambino di 11 anni è la dodicesima vittima dell'influenza A in Spagna, informano fonti del ministero della Sanità in un comunicato. Il minore, già sofferente di una malattia cronica, era ricoverato nell'ospedale materno infantile di Gran Canaria, nell'arcipelago delle Canarie, dove è deceduto lunedì sera. In dichiarazioni ai media, il ministro della Sanità, Trinidad Jimenez, ha escluso un rinvio dell'apertura dell'anno scolastico a causa dell'epidemia di influenza da virus H1N1. «Non ci sono ragioni nè cliniche nè epidemiologiche per prendere una misura del genere», ha detto Jimenez. Ma ha assicurato che il ministero è pronto all'evenienza «in caso di indice molto alto di contagio» nelle scuole e «se venisse raccomandato dalle autorità sanitarie internazionali». Attualmente in Spagna, secondo il sistema di vigilanza dell'influenza A, la maggiore percentuale di contagiati dal virus si è rilevata fra bambini di età compresa fra i 5 e i 14 anni.

In Germania 12mila contagi. Sono 491 i nuovi casi di influenza A confermati in Europa nelle ultime 24 ore. Lo rendono noto i Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc) affermando che da ieri si sono registrati anche tre morti in Spagna, Irlanda e Malta. Al momento il maggior numero di contagi riguarda la Germania (12.493) mentre il bilancio in Italia resta fermo a quota 1.238. In totale il numero di contagiati nel mondo è di 237.129 persone con 2.144 morti accertate. L'Ecdc, inoltre, precisa che il governo Svizzero non ha ancora definito i gruppi prioritari per la vaccinazione e che le notizie apparse nei giorni scorsi riguardavano raccomandazioni espresse da una commissione di esperti e non la posizione ufficiale del governo. La decisione finale sarà presa dall'Ufficio federale della Sanità e resa pubblica in futuro.

Il ministero della Salute italiano continua l'azione di sorveglianza sui casi accertati in Italia.


Francia: piano per le scuole. Il ministro dell'Educazione nazionale francese, Luc Chatel, ha assicurato che «oggi, la gravita» dell'influenza A/H1N1 in Francia è «moderata, in particolare per i bambini», ma ha illustrato nei dettagli il suo piano di prevenzione: si potrà ricorrere al blocco delle lezioni o alla chiusura di scuole su decisione del prefetto a partire da tre casi appurati in una stessa settimana in un determinato istituto. Quanto alla chiusura delle scuole nei suddetti casi, le associazioni dei genitori di studenti si sono dette d'accordo nel mostrare la massima solidarietà ed evitare, in caso di contagio, di tenere i bambini a contatto con chi si è ammalato, con iniziative di «baby-sitting» tra famiglie e fra chi abita vicino.

Olanda: a ottobre campagna vaccinzaione. Partirà in ottobre in Olanda la campagna di vaccinazione contro l'influenza A e riguarderà le popolazioni più a rischio, circa cinque o sei milioni di persone. È quanto si apprende da fonti vicine al ministero della Salute. «Il ministero ha recepito il parere scientifico che gli era stato consegnato lunedì- ha affermato il portavoce del ministero, Toon van Wijk -. Una campagna informativa partirà domani su siti internet e con spot radiofonici ma i vaccini saranno consegnati solo a partire da ottobre». Il parere scientifico raccomanda di vaccinare solamente le «popolazioni a rischio» e cioè circa 5 o 6 milioni di persone sugli oltre 16,5 milioni di abitanti dei Paesi Bassi.

Virologo: rischio alta mortalità in Africa La diffusione in Africa dell'Influenza A può rappresentare un grave rischio per la popolazione con un incremento della mortalità. A sostenerlo è il virologo dell'Istituto superiore di sanità (ISS), Gianni Rezza, secondo cui «i rischi maggiori non sono rappresentati da un possibile riarrangiamento del virus ma da una diffusione incontrollata su soggetti già colpiti da altre patologie». Nell'Africa sub-sahariana si registrano il 66% dei casi di HIV nel mondo, il 31% dei casi di tubercolosi ed il 86% dei casi di malaria.
Fonte: Il Messaggero

mercoledì 12 agosto 2009

L'OMS continua a raccomandare il Tamiflu

L'Organizzazione mondiale della sanità continua a raccomandare l'uso dell'antivirale Tamiflu contro la nuova influenza A/H1N1 per contagi gravi. L'Oms risponde così a un recente studio che evidenziava come tale medicinale potesse causare forti effetti indesiderati ai bambini sotto i 12 anni. L'Oms ha spiegato di essere a conoscenza della ricerca che però prendeva in considerazione l'influenza stagionale e non la nuova A/H1N1.
Fonte: Tgcom


Ora noi in rappresentanza degli "scettici" ci chiediamo...Ma se un medicinale fa male (il Tamiflu) come dimostrato dagli studi fatti in Giappone, che vuol dire "Considerazione l'influenza stagionale e non la nuova A/H1N1". Se fa male, fa male a prescindere da cosa vai a curare...e come dire...l'aspirina fa male se la prendi per il mal di testa...pero se la usi per il mal di denti allora si puoi prenderla...Mah!

sabato 1 agosto 2009

Per una ricerca europea il Tamiflu avrebbe effetti collaterali sul 50% dei bambini

In attesa del vaccino si scoprono alcune controindicazioni per l’utilizzo del Tamiflu, uno dei farmaci usati fino a oggi per combattere il virus dell’H1N1. Secondo uno studio dell’Agenzia per la protezione della salute (Hpa) su un gruppo di bambini a cui era stato somministrato in via preventiva il Tamiflu, l’antivirale contro l’H1N1, ha dimostrato che più della metà ha riscontrato effetti collaterali come diarrea, nausea, incubi e insonnia. La ricerca, pubblicata sul giornale Eurosurveillance, ha analizzato la salute di alcuni studenti iscritti a tre scuole di Londra e una nel sud-ovest dell’Inghilterra a cui era stato somministrato l’antivirale per evitare il contagio da altri bambini affetti da influenza A. Ebbene, su 85 bambini, 45 hanno avuto effetti collaterali. In particolare, il 40% ha avuto problemi gastrointestinali, vomito, diarrea, crampi, il 18% ha riscontrato effetti neuropsichiatrici, come mancanza di concentrazione, insonnia, incubi e un comportamento anomalo. I ricercatori hanno poi preso in esame bambini intorno agli 11 anni di una scuola media di Cancun, in Messico, chiusa per dieci giorni dopo il rilevamento di casi di influenza suina. Anche qui, su 248 alunni coinvolti nello studio, il 51% ha riportato effetti collaterali, di cui il 31,2% si è sentito male, il 24,3% che ha avuto mal di testa e 21,1% mal di pancia. La ricerca è stata condotta in maggio, prima cioè che il governo britannico vietasse l’uso di Tamiflu in modo preventivo. Secondo il National Pandemic Flu Service, nell’ultima settimana a circa 150.000 persone in Gran Bretagna sono stati prescritti gli antivirali per l’influenza A.
Fonte: corriere.com

sabato 25 luglio 2009

Influenza a: garattini, su vaccino pressione delle aziende

Lo dice senza mezzi termini il farmacologo Silvio Garattini: se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi "non è necessaria". Una corsa al vaccino, quella determinatasi nelle ultime settimane - mentre i vari colossi farmaceutici impegnati nella produzione si preparano ad avviare la sperimentazione clinica sull'uomo da agosto - che Garattini considera quanto meno eccessiva. Tutto si basa, dice in una intervista all'ANSA, su "ipotesi, di cui non si sa se siano vere o meno".

Perplessità, dunque, sulla reale opportunità ed efficacia dei piani di vaccinazione di massa. Ma non solo. Dietro quella che l'esperto definisce, appunto, una "corsa", si cela altro. Si celano, afferma, enormi interessi economici. Ed anche questo Garattini lo dice in modo chiaro: "Al momento c'é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche". Un'opinione fuori dal coro, quella del direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che invita anche a un'ulteriore riflessione: l'attenzione è tutta sulla nuova influenza e "si dimenticano - denuncia - le altre tragedie sanitarie in atto" come l'Aids e la malaria.

- C'E' ALLARMISMO, QUESTO E' UN VIRUS MITE - Il virus A/H1N1, ha spiegato Garattini già nelle scorse settimane, "ha una virulenza mite. Bisogna informare, ma il pericolo - sostiene - é per quelli che vengono dalle zone colpite". Quanto ai farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di contagio, come il Tamiflu, Garattini rileva che "in realtà l'attività del farmaco è poca. Nell'influenza normale si risparmia un giorno di malattia su cinque o sei. Però - avverte - ci sono effetti collaterali. Non è che si faccia un grande affare a prenderlo".

- SE VIRUS NON MUTA VACCINAZIONE DI MASSA NON SERVE - Se il virus A/H1N1 manterrà il livello di virulenza attuale con la bassa aggressività clinica sinora registrata, "non c'é la necessità di vaccinare tutta la popolazione" ma, afferma l'esperto, "sarebbe piuttosto opportuno valutare l'ipotesi di vaccinare solo gli operatori sanitari".

- L'OMBRA DEGLI INTERESSI DELLE AZIENDE - "Certamente - ha detto Garattini - c'é una grande pressione da parte dell'industria, che ne trarrà molte risorse economiche". Infatti, "solo fra alcuni mesi si potrà vedere se è veramente necessario questo quantitativo di vaccino in produzione oppure no. Ma se il virus rimane quello che è al momento, allora non ci sarà bisogno di vaccinazioni di massa".

- ANCHE SE VIRUS MUTASSE NON E' DETTO VACCINO FUNZIONI - Se invece il virus dovesse mutare, ha avvertito Garattini, "non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere". Dunque, "realisticamente - ha commentato - quello che andrebbe fatto in questo momento è cercare di diminuire le possibilità di infezione, controllando le frontiere e invitando la gente ad evitare luoghi a rischio e affollati e ad adottare strette misure igieniche".

- SI DIMENTICANO TRAGEDIE VERE - Il punto, avverte, "é che si sta focalizzando l'attenzione solo sulla nuova influenza, dimenticando le altre emergenze sanitarie in atto, a partire dall'Aids". Al momento, ha concluso Garattini, "non siamo di fronte a un reale pericolo e il numero di contagio da virus A/H1N1 nel mondo, sebbene in crescita, resta comunque inferiore a quello relativo a una normale influenza stagionale".

Fonte: ANSA.it

Vogliono uccidere i nostri bambini?

Il vice Ministro alla Salute Fazio: «L'epidemia di nuova influenza - ha affermato Fazio - arriverà anche in Italia e, quando arriverà, presenterà una capacità di raddoppio dei casi in media ogni 10 giorni». L'epidemia, ha precisato, «quando arriverà, si svilupperà cioè in modo progressivo ma veloce e la riapertura delle scuole è un momento cruciale». Ad oggi nessuna ipotesi o misura è esclusa e tutto dipenderà dunque, ha precisato il viceministro, dalla valutazione dell'andamento dell'epidemia nel nostro paese quando questa si verificherà. Pertanto, ha sottolineato Fazio, «non escludiamo neppure la vaccinazione dei bambini dai sei mesi in poi, se ciò si dovesse rendere necessario. Ma valuteremo - ha concluso - anche con gli altri paesi e ci confronteremo con l'Oms».

Poi leggiamo....

Del Tamiflu si sa ancora poco e niente. I dati che provengono dal Giappone, paese in cui è molto usato, segnalano una relazione tra l'uso del farmaco e la morte improvvisa di bambini piccoli, tanto che non èconsentito somministrare il Tamiflu ai bambini che hanno meno di un anno di età. Molti ricercatori, però, data la carenza di dati clinici, nutrono dubbi anche sulla fascia da 1 a 12 anni.

Tamiflu: grosso affare ma pochi dati

Il Tamiflu viene scoperto nel 1994 dai ricercatori della Gilead Sciences, industria farmaceutica californiana. Nel 1996 Gilead cede a Roche i diritti di sfruttamento del Tamiflu. Il farmaco arriva sul mercato nord-americano nel 1999-2000, e nella maggior parte dei paesi europei fra il 2002 e il 2003. Indicazione d'uso: l'influenza stagionale.
Le vendite del Tamiflu erano talmente modeste che la Roche pensava di ritirarlo dal mercato. Non era certo una sorpresa: i test effettuati prima della commercializzazione indicavano che il farmaco, un inibitore della neuraminidasi, agisce se assunto entro 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi influenzali e può ridurne la durata di un giorno e mezzo.
Sull'efficacia del farmaco esistono numerosi studi. I più autorevoli sono quelli pubblicati dai ricercatori del gruppo Cochrane. La Biblioteca Cochrane è una collaborazione internazionale, non-profit, che esamina tutti i risultati noti su un dato argomento (un farmaco, una terapia, un metodo diagnostico), vaglia la qualità degli studi, e li combina in un rapporto conclusivo di notevole qualità scientifica. Anche perché frutto di valutazioni indipendenti, senza conflitti di interessi con l'industria farmaceutica. Esistono più studi della Cochrane sul Tamiflu e su un medicinale analogo chiamato Relenza. Questi sono i nomi commerciali, che vengono citati ogni giorno da giornali e televisioni. In realtà i nomi dei farmaci sono oseltamivir e zanamivir, ma per qualche ragione i media usano sempre i nomi commerciali delle ditte produttrici, al posto del nome del farmaco generico. È una forma di pubblicità gratuita, utile per quando i farmaci perdono il brevetto, ed anche altre aziende possono produrli. A quel punto siamo tutti abituati al nome della marca originaria, piuttosto che a quello generico, e così la ditta che li ha prodotti per prima mantiene la sua posizione di
privilegio. I rapporti nella Biblioteca Cochrane sono aggiornati di frequente, così nel 2006, e di nuovo nel maggio 2008, i ricercatori hanno cercato risposte principalmente a due domande: questi farmaci curano l'influenza? E la prevengono?
Nello studio del febbraio 2006, pubblicato su The Lancet, la conclusione, dopo aver esaminato 50 studi sull'oseltamivir fu: «L'efficacia è troppo modesta, per consigliarne l'assunzione». Nell'ultima revisione si è dimostrato che il gruppo di pazienti trattato con zanamivir aveva il 24% di probabilità in più di avere i sintomi influenzali alleviati rispetto al gruppo che utilizzava un placebo. Per l'oseltamivir la probabilità era del 20%. Certo non sono risultati straordinari.

Sulla rivista Nice del febbraio 2009 si analizza così l'efficacia dei due farmaci: l'oseltamivir riduce il tempo medio per l'attenuazione dei sintomi influenzali di 0.68 giorni, lo zanamivir di 0.71 giorni.
Gli studi sulla prevenzione: nessuno dei due farmaci ha impedito il contagio, o avuto un qualche effetto protettivo contro malattie simili all'influenza, o contro l'influenza asintomatica, perfino a dosi più' elevate.

Questo per l'influenza stagionale. Ma la fortuna del Tamiflu è legata all'influenza aviaria prima ed a quella suina oggi. Nonostante, ancora, nessuno abbia mai confermato l'efficacia del Tamiflu sull'influenza aviaria umana (come sostenuto dallo stesso portavoce dell' OMS per l'aviaria, Dick Thompson) ed ancora dalla Biblioteca Cochrane: «Non abbiamo trovato nessuna evidenza dell'efficacia degli inibitori della neuraminidasi sull'influenza aviaria umana».
E sulla nuova influenza?
Prima dell'approvazione da parte delle autorità sanitarie, un farmaco viene testato su poche migliaia di persone e difficilmente emerge un effetto collaterale raro. Il profilo di sicurezza del farmaco si chiarirà con il passare degli anni, quando milioni di persone lo avranno assunto: da qui l'importanza di una rete di farmaco-vigilanza efficace. Del Tamiflu si sa ancora poco e niente. I dati che provengono dal Giappone, paese in cui è molto usato, segnalano una relazione tra l'uso del farmaco e la morte improvvisa di bambini piccoli, tanto che non è
consentito somministrare il Tamiflu ai bambini che hanno meno di un anno di età. Molti ricercatori, però, data la carenza di dati clinici, nutrono dubbi anche sulla fascia da 1 a 12 anni. Altre reazioni avverse registrate sono le alterazioni del comportamento e suicidio, disturbi neurologici e psicologici: alterazioni di coscienza, comportamenti anormali e allucinazioni.
Così, sull'onda della paura della pandemia, le vendite aumentano, i fatturati crescono.

Fonte: aamterranuova.it

Giro giro tondo l'influenza fa ammalare il mondo

Sono passati quasi 4 mesi da quando il governo messicano annunciava in nuovo tipo d'influenza...in 4 mesi le case farmaceutiche sono passate dalla crisi profonda all'abbondanza eterna...il mondo ora si preoccupa meno per la crisi economica...e tutti i giorni siamo costretti a leggere articoli come questo che segue tratto dal corriere.it dove ci avvisano che dobbiamo stare attenti che il virus ci può uccidere anche se stiamo bene...ma poi se accendiamo la TV possiamo incontrare un epidemiologo che ci dice...l'influenza stagionale (normale) fa più morti della H1N1, quindi non preoccupatevi eccessivamente...l'unico problema è che se ci si ammala tutti insieme poi le fabbriche gli uffici..restano vuoti...e l'economia ne risentirebbe...quindi fatevi il vaccino non vi ammalate per amor di Dio altrimenti che va a lavorare...ma c'e' ancora gente che crede alla NUOVA INFLUENZA????

articolo tratto dal corriere...
Nuova influenza pericolosa solo per chi ha già dei gravi problemi di salute? Gli specialisti britannici cominciano a dubitarne: secondo i dati ufficiali un terzo delle persone morte nel Paese a causa del virus A/H1N1 non aveva infatti seri problemi di salute prima di contrarre l'influenza. In particolare, secondo Sir Liam Donaldson, Chief medical officer, il 16 percento dei morti era perfettamente sano e il 17 per cento aveva solo problemi lievi o medi, come ad esempio la pressione alta. Un elemento che ha moltiplicato l'allarme fra i cittadini, come riferisce oggi il quotidiano Daily Mail, tanto che il nuovo sito web National Flu Pandemic Service è saltato a pochi minuti dall'inaugurazione, bombardato da 1.600 contatti al secondo, cioè 9,3 milioni all'ora.

SINTOMI PER UNA PERSONA SU 500 - Non solo, secondo la Health Protection Agency per la prima volta l'influenza ha raggiunto «probabilmente» livelli di epidemia in Gran Bretagna, dal momento che circa una persona su 500 riferisce sintomi simil-influenzali. Inoltre secondo alcuni specialisti la nuova influenza potrebbe essere la più virulenta dal 1999-2000, quando il virus invernale uccise 21 mila persone nel Paese. Secondo le previsioni del National Health Sistem la febbre suina potrebbe provocare 65 mila morti e infettare il 30 per cento della popolazione. Attualmente i decessi sono una trentina, e un terzo delle vittime aveva meno di 15 anni. A segnalare l'impennata dell'allarme arriva anche la notizia che i medici di famiglia hanno iniziato a cancellare le vacanze estive per seguire i casi, mentre si richiamano in servizio sostituti per coprire colleghi malati.

OMS: DIFFUSIONE SI AVVICINA A 100% - Le vittime nel mondo sono per ora circa 800. Intanto l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha comunicato che la pandemia di influenza A (H1N1) si avvicina ad una propagazione totale: almeno 160 Paesi o territori su un totale di 193 membri dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno confermato casi. «Ci stiamo avvicinando al 100 per cento, ma non ci siamo ancora», ha detto oggi a Ginevra il portavoce dell'Oms Gregory Hartl. «Il nuovo virus continua a propagarsi così rapidamente -ha detto ancora Hartl - perchè nessuno è immune di fronte a un virus che è nuovo; e come tutti i virus dell'influenza, circola più facilmente nei climi freddi (di qui, la velocità di propagazione che si registra nell'emisfero meridionale dove è inverno)».

MA IL VIRUS NON STA MUTANDO - «Al momento non abbiamo riscontrato mutamenti nel comportamento del virus. Quella a cui assistiamo è una diffusione geografica. », ha precisato il portavoce dell'Oms. «Ma dobbiamo essere però consapevoli che il virus potrebbe cambiare e dobbiamo essere pronti per questo». «Le prime dosi di vaccino dovrebbero essere disponibili nell'emisfero settentrionale in autunno. L'Oms ha avuto finora da due case farmaceutiche la promessa di 150 milioni di dosi per i Paesi in via di sviluppo e sta negoziando con altri produttori per ulteriori dosi per i Paesi meno sviluppati», ha precisato Hartl.

SPAGNA: QUINTA VITTIMA - Intanto in Spagna si registra purtroppo la quinta vittima. Si tratta di un uomo di 45 anni «con gravi problemi renali» preesistenti deceduto lunedì a Teulada. Lo hanno reso noto i servizi sanitari regionali di Valencia. Dal 1993 si sottoponeva a un trattamento di dialisi. In Spagna ci sono 1.538 casi confermati di influenza A.

ALLARME TERZO MONDO - La «globalizzazione» del virus allarma soprattutto per le possibili ripercussioni sul terzo mondo. «Questa diffusione così ampia - spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano - era attesa, perchè l'H1N1 è un virus che si diffonde rapidamente. È importante che malgrado la diffusione galoppante il virus rimanga uguale a sè stesso, e quindi rimanga piuttosto blando e facilmente guaribile. Il problema sono i Paesi in via di sviluppo: se, come sembra, verranno tutti colpiti, c'è il timore di un vero allarme sanitario perchè lì le persone hanno molta meno facilità di accesso alle cure e alle terapie, e la mortalità rischia di essere molto più alta che nelle nazioni industrializzate». I rischi, insomma, sono molto diversi a seconda che si abiti nel nord o nel sud del mondo: «Da noi - conferma il virologo - la preoccupazione maggiore è per i costi sociali della pandemia, i cosiddetti costi indiretti dovuti alle giornate di lavoro perse, alle attività economiche ferme ecc. Nei paesi in via di sviluppo i rischi sono molto più seri, ed è importante garantire un'equità anche nella disponibilità dei vaccini: tutti devono potersi difendere».